DICONO DI NOI:
(EX VUOTO_2009)
Beat Magazine
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Un mix di sonorità dove vince e fa da padrona una voce vibrante. Temi e frasi musicali di altri tempi che si insinuano e colpiscono muovendo percezioni ed sensibili corde. Intrecci interessanti e curiose novità. Sfumature e appelli sottovoce molto intensi e piacevoli.
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Ondalternativa
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La successiva "Little hole baby" è, a mio avviso, il pezzo migliore dell'intero lavoro; anche qui l'introduzione è lasciata a poche note di chitarra elettrica, che conferiscono al brano una certa solennità e cupezza, per poi lasciare spazio ad una batteria ritmata, con la chitarra che è solo piacevole accompagnamento, riuscendo a creare un sottofondo ancora una volta estremamente omogeneo per una voce che si muove su tonalità malinconiche narrando una storia di inquietudini e mancanze che sfociano in un drammatico addio: "Little hole baby sono senza fiato/come appena nato/ma Little hole baby sono già finito io/Little hole baby sono già lontano/Little hole baby lascio la tua mano/Little hole baby tu non sei più il mio dio/Little hole baby questo è un addio/My little hole baby/Il nostro addio". Il finale del brano è lasciato a una lunga suite strumentale in cui le chitarre si fanno più frenetiche e violente, accompagnate dolcemente da tastiere sempre molto presenti e perentorie.
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MoveOut
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Si tratta di un disco indie rock abbastanza classico, con sfumature a tratti pop, sostenuto però da una sezione ritmica assolutamente scafata, suonato con il cuore e altrettanto ben cantato, che alterna morbide ballate a pezzi decisamente più grintosi, e ancora a spunti più introspettivi e cantautoriali
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Mucchio Selvaggio
Non sono gli ultimi arrivati i cuneesi Lisagenetica, hanno superato i dieci
anni di attività e questo nuovo album, che arriva dopo due EP autoprodotti e
uno split su RedLed, condiviso con i Wah Companion (la rock band di Ru
Catania degli Africa Unite), ma soprattutto dopo cinque anni di silenzio
discografico – ma non artistico – è la testimonianza che non solo non hanno
perso il gusto per un certo tipo di rock cantautoriale, ma sono addirittura
maturati nella scrittura, negli arrangiamenti e nei testi. Ed è questo il
passaggio fondamentale, perché oggi come non mai assistiamo, all'interno
della scena rock nazionale, a un proliferare di superficialità
nell'approccio alle liriche, spesso camuffate dietro un inglese di
circostanza che globalizza ed appiattisce tutto o, peggio, ad un ritrito . I
Lisagenetica hanno il loro equilibrio, in bilico tra una brezza poetica e
una vena hard rock, affidata ad una sezione ritmica funzionale, con un
grande lavoro di basso, al resto pensa Riccardo Sereno Regis, punto fermo
del gruppo dagli esordi, che si occupa della chitarra ritmica (la solista è
di Federico Memme), delle tastiere e naturalmente della parti cantate, che
con il suo timbro che ricorda il grande Ivan Graziani, è la vera ossatura
delle dieci tracce dell'album, che offrono un bagaglio di scrittura
variegato. Infatti se l'apertura di “Strega” (presente anche come videoclip
bonus), è un singolo ad ampio respiro, “Irreversibile” suona come una
moderna filastrocca, con i suoi ghirigori melodici e se si incunea duttile
nella nostra mente, “Quadro di Botero” e “Miocardio” sono due pop song
estive, dal refrain adescante, due singoli perfetti insomma. Bella e
credibile anche la rilettura di “Summer On A Solitary Beach” di Franco
Battiato. É evidente che di tanto in tanto appare l'ombra docile dei
concittadini Marlene Kuntz, ma i Lisagenetica risolvono il tutto con
un'attitudine più morbida, caratteristica che potrebbe aprire, se ben
direzionato, anche opportunità radiofoniche
Saltinaria
(..)Battiti di miocardio, indie rock, un pizzico di acidità e una voce particolarissima. Queste le caratteristiche dei Lisagenetica, che dopo qualche anno di assenza tornano con un disco agrodolce, “Ex vuoto”... Bravi a riempire quel vuoto che ora non c'è più.
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RockShock
Le canzoni che costituiscono Ex Vuoto descrivono in maniera fantasiosa storie di libertà, rimpianti, amori e gioia di vivere suonate in maniera limpida e lineare con notevole professionismo.
E' un lavoro minuziosamente ponderato e coerente, con fenditure rock come in L'impiccata e La Tua Creatura (episodio che ricorda il Grignani di Campi di Popcorn), con spruzzi di pop visionario rifacendo la Summer On A Solitary Beach di Battiato, stravolgendola completamente in maniera amabile. Ci sono intonazioni più veementi come la conclusiva Resina, dotata di un pregevole assolo finale, e sfumature più pacate in Miocardio e Croce(..)
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HateTv
(..)Un mix di sonorità differenti in cui colpisce la vocalità vibrante e anticata, e la tendenza pop-rock ben definita. Rock diretto e fruibile, figlio di anni di songwriting all'italiana e passione per bands quali Marlene Kuntz e PFM, un po' 60's un po' demodé fuori coro e deciso.
Bravi!
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(LISAGENETICA PROMO 2006):
Dal Piemonte una bella realtà musicale: sono i Lisagenetica, ingegneri di un rock diretto, fruibile, in un certo senso ripulito da tutte le scorie plagianti a cui siamo sottoposti ogni giorno. Il loro disegno sonoro è tratteggiato da inneschi chitarristici esplosivi e venature psichedeliche ben dosate e ottimamente distribuite all'ascolto. Riprendono i temi e gli umori di un certo glorioso passato underground italico (Anhima, Le Orme, La Locanda delle Fate) e li legano nei nuovi percorsi sonici. Il tutto alla stregua del vocalist che incanta con una timbrica bella e personalissima, intrigante nel suo sex-appeal, sofferta, cantautorale, che snocciola liriche profonde e mai banali. Quasi un dialogo interiore diviso tra drammaticità e invocazione. La band al completo costruisce arrangiamenti splendidi, una line-up machine perfetta, oliatissima, che spalma un Indie che fa saltare (Captivi), gioire (Quadro di Botero), scaldare (L'Impiccata) e pensare (Little Hole Baby). Quattro tracce per quattro musicisti che ci sanno fare e che sanno dare. Già dal primo ascolto ci si rende conto di un modo di rockeggiare "fuori coro" in un riuscitissimo tentativo di evoluzione. Lisagenetica, una magia di equilibrio e sublime simmetria, geniale concentrato di idee e suoni che in questo loro promo-cd, producono risultati "oltre" l'altezza delle loro ambizioni. Massimo Sannella (Doremilla)
..una ritmica regolare: la batteria è un tappeto costante su cui il basso si muove affacciandosi in primo piano solo negli spazi vuoti lasciati dagli intrecci delle chitarre. Queste sembrano essere in grado di utilizzare con disinvoltura differenti stili e registri... ma anche se questo sembrerebbe denotare una mancanza di personalità, alla fine passa decisamente in secondo piano grazie alla voce di Riccardo Regis che, dotato di un timbro atipico e sognante, offre il collante e la cifra stilistica in grado di rendere il tutto particolare e riconoscibile.Marco Pulitanò (GenovaTune)
(…) Rock melodico contraddistinto da piacevoli intrecci di chitarra ed una struttura chiara, coerente, di forma canzone, dall'umore sognante (.. ) il gruppo perfetto per una label che intenda proporre sano rock ad un pubblico vasto.Antonio Bergero (Rockerilla)